Domande Frequenti

Chi è lo psicologo? Come funziona la psicoterapia online? Quanto costa? In questa sezione troverai risposta a queste ed altre domande.

Sui servizi di SOS PSICOLOGO

Chi è lo Psicologo Online?

Lo psicologo online è un professionista della salute psicologica che fornisce un supporto a distanza a tutti coloro stanno attraversando una fase problematica e vivendo un disagio psicologico. Può inoltre aiutare a chiarire dubbi e favorire un percorso di crescita personale.

Perché rivolgersi ad uno Psicologo Online?

Lo Psicologo Online offre l’opportunità di effettuare colloqui e ricevere una consulenza a distanza, permettendo così di usufruire di un primo intervento psicologico nel più breve tempo possibile e senza la necessità di effettuare spostamenti. Inoltre, consente di accedere a tale servizio a costi estremamente contenuti.

La consulenza psicologica online è paragonabile ad una psicoterapia?

La consulenza online vuole essere un punto di partenza, una prima risposta alle richieste degli utenti e pertanto utile a chiarire dubbi, ricevere informazioni, sostegno, indirizzare verso percorsi più adatti in base alle problematiche esposte. Non può essere pertanto sostituibile a un percorso complesso come quello di una psicoterapia che, qualora si ritenga invece necessaria, potrà essere consigliata dagli esperti in seguito alla valutazione del problema.

Come funziona la consulenza psicologica online?

Si può accedere al servizio attraverso la prenotazione che avverrà compilando il form, in cui si esporrà a grandi linee la problematica che si vuole affrontare. Lo psicologo provvederà a contattare in breve tempo la persona inviando il consenso informato che dovrà necessariamente essere poi spedito firmato via mail. Dopodiché si potrà scegliere tra una modalità di consulenza via Skype o via chat.

Come funzionano le chiamate o le videochiamate?

La consulenza via Skype mediante chiamate o videochiamate può essere effettuata dal telefono o dal computer installando il programma Skype scaricabile gratuitamente e in modo semplice. Se si accedere al servizio dal computer sarà necessario disporre di un microfono (e in caso di videochiamate di una webcam incorporata al pc o esterna). Ogni consulenza avrà una durata di 45 minuti.

Quanto dura un intervento psicologico online?

Non è possibile dare una risposta univoca a questa domanda, essendo la durata un aspetto molto soggettivo che dipende da numerosi fattori, quali le necessità della persona, la sua motivazione, il tipo di problematica che si intende affrontare. Certamente la consulenza online offre un primo intervento psicologico e pertanto non è un percorso che si protrae a lungo nel tempo, spesso infatti sono necessari pochi incontri per chiarire la situazione e indirizzare verso una soluzione funzionale al problema. In ogni caso però, la frequenza e la durata dell’intervento sarà definita in itinere in base alle variazioni del caso.

Quali sono i costi della consulenza psicologica online?

Il primo colloquio è completamente gratuito. In seguito, se si volesse proseguire il percorso di consulenza sarà possibile attraverso pacchetti di 3 incontri per volta a tariffe agevolate (3 consulenze attraverso chiamata vocale o videochiamata 100 euro) oppure mediante colloqui singoli (50 euro a consulenza).

Sullo Psicologo

Chi è lo Psicologo?

Lo Psicologo è uno specialista che si occupa di prevenzione, diagnosi, sostegno per tutte le persone che vivono un disagio psichico. Utilizza strumenti conoscitivi quali il colloquio, i test psicologici, interviste, questionari. Ci si può rivolgere allo psicologo in molti casi in cui si vive una difficoltà sul piano psicologico, come un disturbo d’ansia, emotivo, problemi relazionali, fasi critiche e momenti di crisi e confusione. Può favorire processi di crescita personale, educazione e orientamento.

Che differenza c'è tra Psicologo, Psicoterapeuta e Psichiatra?

Lo psicologo è una figura professionale laureata in Psicologia ed iscritta all’Ordine degli Psicologi. Lo psicoterapeuta ha conseguito dopo la laurea (in Psicologia o in Medicina) una specializzazione almeno quadriennale in una Scuola autorizzata dal MIUR ed è iscritto all’albo degli psicoterapeuti. Può esercitare l’attività di psicoterapia secondo il proprio modello di riferimento.
Lo psichiatra, essendo laureato in Medicina, può prescrivere farmaci oltre che esercitare la professione di psicoterapeuta dopo aver conseguito la specializzazione.

A cosa può servire rivolgersi ad uno Psicologo?

Lo psicologo può fornire un aiuto importante per favorire il superamento del malessere e delle problematiche incontrate, per promuovere la consapevolezza e la crescita personale, risultando dunque una figura in grado di intervenire non solo nei casi di patologie clinicamente significative ma anche in tutte quelle situazioni in cui si sta attraversando un momento di difficoltà.
Può svolgere dunque attività di sostegno e consulenza in diversi campi e settori, come il counseling individuale e di coppia, l’orientamento professionale e il parent training.
Pertanto se ci si rivolge ad uno psicologo spesso sono sufficienti pochi colloqui e non è in genere previsto un intervento lungo e protratto nel tempo. Ciò dovrebbe incoraggiare ancora di più le persone che stanno vivendo una situazione critica a rivolgersi a questo professionista della salute, ma molte volte tale intervento viene considerato meno urgente e importante rispetto, ad esempio, a quello di medici di vario genere, come se la salute fisica fosse l’unico bene davvero necessario da tutelare. La sofferenza psicologica viene dunque troppo spesso sottovalutata, non considerando quanto il benessere psichico sia invece fondamentale nella vita di ognuno di noi.

Andare dallo Psicologo significa essere matti?

Purtroppo sono ancora tanti i pregiudizi e le credenze rispetto alla figura dello psicologo, portando spesso le persone ad evitare di rivolgersi a tale professionista pur sentendone la necessità.
Bisognerebbe invece considerare che la sofferenza psicologica fa parte della vita e, se protratta nel tempo, può aggravarsi e portare a conseguenze ben più significative a livello clinico.
Dunque non è qualcosa della quale vergognarsi, come non ci si vergognerebbe di avere male al ginocchio. Si tratta di un disagio, di un problema e come tale si deve cercare di affrontarlo senza pensare per questo di essere “matti” o sbagliati, ma accettando di aver incontrato sulla propria strada degli ostacoli che certamente non si possono ignorare.

Ma cosa fa lo Psicologo? Mi ascolta e basta?

Bisogna chiarire prima di tutto che lo psicologo è una figura professionale che non può essere associata a quella di un confessore o all’amico di turno con il quale sfogarsi, ciò che viene fatto nei diversi incontri dunque non è limitarsi ad ascoltare i problemi esposti ma attuare un lavoro che, variando chiaramente a seconda della situazione presentata, sarà costituito da metodologie precise e tecniche specifiche avvalendosi del colloquio quale strumento elettivo, ma anche di test psicologici.
Lo psicologo, insieme al paziente (che svolge un ruolo attivo in questo processo), arriverà così a definire il problema e cercherà di giungere alla risoluzione dello stesso. Il suo ruolo non è pertanto paragonabile alla figura di un amico, non disponendo quest’ultimo di quegli strumenti tecnici e professionali caratteristici dello psicologo.
Dunque se si vuole affrontare una difficoltà che porta ad uno stato di sofferenza, dopo averla messa a fuoco e averne compreso le dinamiche, si intraprende un percorso breve e mirato al cercare di ottenere un cambiamento rispetto a tale problematica; questo non significa che lo psicologo sia una sorta di “guaritore miracoloso” per cui lui, come per magia, giunge alla soluzione del problema, ma attraverso una metodologia specifica e grazie anche alla relazione costruita, psicologo e paziente, insieme, lavoreranno al raggiungimento di tale obiettivo.

Garantito che si arrivi alla soluzione del problema?

Come già descritto, il cambiamento non avviene per magia e quando si parla di problemi relativi alle persone sono tante le variabili in gioco; non è come nel caso di una lampadina rotta: basta cambiarla per tornare ad avere la luce. Nella consulenza psicologica, lo psicologo, la relazione, la motivazione del paziente (aspetto molto rilevante) sono variabili che influiscono in modo decisivo sul raggiungimento degli obiettivi, dunque non possiamo stabilire a priori in quanto tempo e se il paziente arriverà certamente alla soluzione del problema.
Un dato significativo da considerare però è che numerose ricerche evidenziano come a volte siano sufficienti anche solo quattro/cinque incontri per percepire dei benefici. Questo non significa avere garanzie in tal senso, che non siano invece necessari più incontri e il percorso segua sempre uno stesso iter, ma è un dato che fa pensare a quanto, anche il solo fatto di rivolgersi ad uno psicologo, possa rappresentare una scelta di cambiamento che incide in modo determinante sull’avviare in maniera decisiva tale processo.

Come faccio a scegliere lo Psicologo giusto?

Sapere in anticipo quale sarà lo psicologo “giusto” non è cosa semplice, perché di fatto le caratteristiche del professionista quali il sesso, l’età e l’approccio psicologico non sono mai indicatori oggettivi di una maggiore o minore competenza.
Sicuramente l’approccio psicologico utilizzato può essere un aspetto sul quale si può operare una scelta protendendo verso quello che risulta più affine alla propria persona, ma in ogni caso non vi sono delle certezze già in partenza sulla maggiore o minore efficacia dell’intervento. Anche la problematica presentata dal paziente può indirizzare verso il professionista più adatto, valutando in base alle sue specializzazioni, al metodo di lavoro e all’approccio utilizzato, elementi che potranno essere considerati per operare una scelta mirata rispetto al tipo di percorso che si intende effettuare.

Come faccio a capire se lo Psicologo che ho scelto è adatto a me?

Per valutare se la scelta di un professionista risulti efficace è inoltre importante analizzare la relazione creatasi con lui, se ci si sente sintonizzati su obiettivi comuni, se si percepisce quel clima di collaborazione e di empatia fondamentali per la buona riuscita del percorso intrapreso. Questo può essere valutato già a seguito di pochi colloqui, per cui se si percepiscono dei piccoli miglioramenti e si stabilisce una buona alleanza, si può certamente considerare positiva la scelta effettuata e ci sono ottimi presupposti per il raggiungimento degli obiettivi.

Come capisco se la terapia funziona?

Come detto, rivolgersi ad uno psicologo non significa andare a farsi una chiacchierata, ma si presuppone che vi siano degli obiettivi da raggiungere che verranno definiti sin dai primi colloqui.
Quando si parla di obiettivi non ci si riferisce a concetti astratti, ma si cerca di concretizzarli il più possibile, di considerare il percorso da realizzare come fatto da tanti piccoli passi; durante i colloqui, di volta in volta, è possibile fare il punto della situazione rispetto ai progressi effettuati o meno. Il paziente potrà così verificare costantemente se l’intervento sta funzionando e in questo il professionista deve garantire trasparenza e confronto rispetto all’efficacia o meno del suo intervento, non cercando di “trattenere” a tutti i costi il paziente anche laddove non si ritiene si stiano ottenendo risultati positivi.
Insieme poi, paziente e psicologo valuteranno se l’intervento ha raggiunto le sue finalità iniziali, concordando in caso la fine del rapporto professionale oppure, se si ritiene opportuno, potranno anche essere definiti dei nuovi obiettivi e aspetti sui quali si intende lavorare.
L’efficacia dell’intervento psicologico rappresenta dunque qualcosa di molto concreto e verificabile, che è pertanto possibile valutare non soltanto alla fine del percorso, facendo un bilancio una volta concluso, ma già in itinere, attraverso una verifica continua e costante degli eventuali progressi raggiunti.

E' possibile sviluppare una dipendenza nei confronti dello Psicologo?

La concezione del paziente completamente dipendente dallo psicologo e in qualche modo passivo rispetto alla sua figura, è pressoché superata; psicologo e paziente formulano una pianificazione condivisa del percorso che intraprenderanno, dunque il rapporto che verrà stabilito sarà paritario e non direttivo da parte dello psicologo, il che favorirà certamente l’autonomia del paziente e la sua capacità di essere parte attiva nel suo processo di cambiamento. Chiaramente, la relazione con lo psicologo, soprattutto quando è basata su una buona alleanza, è sempre una relazione coinvolgente e pregante emotivamente, il che potrà rendere difficile talvolta arrivare alla fase del distacco e della chiusura del rapporto professionale. Compito dello psicologo è, pertanto, favorire un distacco graduale, rinforzare la consapevolezza da parte del paziente di riuscire attivamente ad andare avanti anche una volta concluso il percorso, in quanto un intervento efficace fa in modo che i risultati positivi siano estendibili a vari contesti e nel tempo, dunque ben oltre il periodo limitato dei colloqui psicologici.
Se subentra dipendenza dallo psicologo può essere indice di una relazione che non funziona e di un intervento che non sta andando nella strada giusta verso un percorso attivo di cambiamento.

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