Quando finisce un amore: 6 segnali per capire se la storia è finita

quando finisce un amore

I rapporti di coppia dovrebbero migliorare la propria vita, e sebbene sia naturale che includano anche qualche esperienza spiacevole, quando finisce un amore sono presenti alcuni segnali importanti e sarebbe opportuno cominciare ad interrogarsi se sia il caso di interromperla.

Ma come capire se certi segnali siano indicatori della sua fine imminente o dei semplici episodi momentanei?

 

 

Quando una relazione sta attraversando un momento particolarmente difficile o ci si rende infelici al punto da domandarsi se stia finendo o se dovrebbe finire, nel profondo del nostro cuore sappiamo sempre quando un rapporto sta per concludersi, solo che spesso preferiamo ignorarlo.

Una delle ragioni per cui ci nascondiamo la verità è che porre fine a una relazione è terribilmente doloroso: preferiamo di gran lunga seppellire la testa sotto la sabbia e cercare il più possibile di non far caso a quei problemi che potrebbero, a lungo andare, degenerare pur di evitare la sofferenza che sappiamo per certo ci sta aspettando.

Di conseguenza permettiamo che nei rapporti si verifichino episodi spiacevoli, penosi e persino intollerabili, senza sapere se sono prove che dobbiamo sopportare e superare o sintomi di una relazione che sarebbe meglio finisse.

1. LITIGI

“Ormai non facciamo altro che litigare!”

Uno dei principali segnali che rivela quando la relazione è in pericolo, è quando questa si trasforma in un vero e proprio campo di battaglia. Se questa descrizione corrisponde a verità, l’unica esperienza che si sta condividendo con il partner è quella conflittuale.

Ci possono naturalmente essere brevi intervalli felici, in cui si vive insieme un evento sociale, una vacanza o un rapporto sessuale, ma la maggior parte dei contatti si svolge sul campo di battaglia.

Anziché scambiarsi buoni sentimenti, ogni incontro è l’occasione per esternare rabbia e delusione, per dolersi di come il partner abbia fallito in passato e continui a sbagliare nel presente.

Se una relazione giunge a tal punto significa che tutti i fattori positivi che la rendono viva e florida si sono ormai esauriti e il rapporto è entrato in una fase degenerativa.

Se litigare in sé può essere un atto positivo all’interno di una relazione sana, i battibecchi ripetuti e inutili più spesso indicano che invece l’amore sta finendo.

In un rapporto che funziona infatti, anche se si verificano occasioni di conflitto, si finisce comunque con il ricavarne frutti, ne scaturiscono informazioni utili ad entrambi i partner per conoscersi meglio, per sentirsi vicini e per saper gestire la relazione in modo più proficuo.

Quando i litigi, invece, rappresentano il sintomo della fine di una storia, essi sono sostanzialmente la milionesima replica della stessa scena di un film trito e ritrito: anziché sentirsi più vicini, i partner diventano via via due estranei alle prese con una situazione disperata.

Alle volte la speranza che l’ultima lite sortisca un qualche risultato aiuta nel tollerare condizioni di questo tipo, tuttavia se nessuno dei due modifica le proprie posizioni, se nessuno fa un passo in avanti verso l’altro, allora significa che probabilmente il litigio è soltanto uno dei modi per evitare la fine del rapporto.

 

2. DIFFERENZE INCONCILIABILI

“Cosa ti è successo? Non ti riconosco più!”

Una coppia lamenta differenze inconciliabili quando uno dei due partner scopre che lo spazio comune, un tempo condiviso, è diventato talmente circoscritto da essere destinato unicamente a tali diversità.

Si potrebbe scoprire ad esempio che, oltre alle occupazioni, sono differenti le abitudini, gli amici, i valori, il tipo di educazione e che essenzialmente l’unica cosa che si ha in comune è la consapevolezza di quanto il partner sia diverso.

Il più comune settore dove hanno modo di manifestarsi questo tipo di differenze è sicuramente il tempo che ciascun partner è disposto a destinare alla vita intima nel rapporto.

Poiché in una relazione cerchiamo di soddisfare le nostre esigenze individuali, spesso c’è una notevole discrepanza nella qualità e nella quantità di coinvolgimento che ogni partner è disposto a fornire.

In generale, ci si divide su due fronti in base al sesso: le donne sono solitamente più disposte in termini di tempo, disponibilità e coinvolgimento, mentre gli uomini sono un po’ più restii a concedersi.

Se è lecito e doveroso da parte di entrambi scendere in tali casi a compromessi, nel momento in cui questi non dovessero bastare a consentire il tranquillo evolvere della relazione, è probabile che essa non sopravviva.

 

3. DISTANZA EMOTIVA

“Di colpo lo sentivo distante, come se non ci fosse più.”

Ci accorgiamo che la persona cui eravamo legati non è più presente quando, invece, cerchiamo un contatto con l’altro ma quello che avvertiamo è soltanto la sua assenza.

Tentiamo di chiacchierare e non otteniamo risposta o ne riceviamo una del tutto negativa.

Facciamo sesso senza che questo riesca più a unirci né susciti in noi reazioni negative, poiché la distanza che ci separa è tale da rendere impossibile che qualcosa ci ferisca.

Quando qualsiasi forma di comunicazione (verbale, sessuale, affettiva) subisce un’interruzione, nella relazione si registra come un blackout percepito appunto come distanza emotiva.

In un certo senso è come se inibissimo le nostre emozioni e le nostre risorse per usarle altrove; per un motivo o per un altro, inconsciamente decidiamo di limitare ogni contatto con il partner.

Una profonda distanza emotiva indica spesso che non si può tornare indietro nella relazione, che a livello inconscio entrambi i partner si sono già creati una realtà alternativa basata sui propri valori e che hanno smesso di consultarsi sulla creazione di una realtà comune che soddisfi invece le esigenze di entrambi.

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4. NOIA

“Con te le giornate sono tutte uguali!”

Un altro modo per capire che la propria relazione sta finendo è svegliarsi quasi tutte le mattine depressi, vagamente fuori fase e col muso lungo.
In questi casi è possibile che sia stata la vitalità intrinseca della relazione ad essere svanita.

L’eccitazione non c’è più, l’entusiasmo si è spento, tra noi e il partner non succede mai nulla di nuovo, non siamo più “innamorati” e non ci sono abbastanza scopi comuni che forniscano sufficiente sostanza per alimentare il rapporto.

Naturalmente la vita di ognuno è piena di momenti noiosi e persino chi vive felice e contento a volte si sveglia annoiato, senza energie e apatico come se non potesse accadergli mai più qualcosa di interessante, eccitante o affascinante.

Ma in generale quando ci si sente annoiati e frustrati (ma non insoddisfatti del proprio rapporto) il partner funge da rifugio a tutte queste sgradevoli sensazioni e la relazione diviene un luogo di conforto e di guarigione.

A prescindere dalla causa che ha determinato l’allontanamento, in ogni caso la nostra relazione non è più una risorsa su cui poter contare e le sensazioni che accompagnano questa lenta fine del rapporto sono le distrazioni e la mancanza di scopi e motivazioni.

Poiché è facile per noi attribuire alla relazione le colpe della nostra frustrazione e pensare che la persona che più ci è vicina sia la causa di tutto quello che nella vita ci capita di sbagliato e di deludente, è estremamente importante verificare tutti i possibili fattori esterni che, invece, potrebbero avere la loro parte di responsabilità.

 

5. CAMBIAMENTI DI VITA

“Da quando ha iniziato quel nuovo lavoro è come se non esistessi più.”

Molte relazioni che hanno esaurito tutti gli stimoli che le tenevano in vita vacillano e precipitano del tutto quando subentra un cambiamento importante nella vita di uno dei due partner.

Quando un amore ha superato il suo ciclo vitale, infatti, un cambiamento che sia relativo al luogo, al lavoro o alle circostanze, può fare emergere il fatto che le sue fondamenta si siano ormai sgretolate, che in un certo senso il rapporto era tenuto insieme solo perché si viveva in una certa casa, in una particolare città o perché c’erano determinate condizioni.

Emblematiche in tal senso sono le conclusioni dei rapporti adolescenziali, vissuti come forti e travolgenti amori, che si sgretolano con l’impatto in un mondo più ampio quale può essere quello lavorativo o universitario, ricco di tante nuove ed importanti opportunità di confronto e di crescita.

Lo stress che accompagna il cambiamento ha la capacità di gettare luce sulle zone d’ombra del rapporto, sui punti in cui si è inceppato.

Affrontarli diventa l’occasione per trasformare la relazione, per migliorarla ed attuare una svolta decisiva, se questa è ancora possibile, o per capire se, in realtà, è una relazione morta da tempo.

 

6. AVVENTURE

“Non l’ho fatto intenzionalmente, ma adesso capisco che è andata proprio così!”

Le avventure sono il sintomo classico che nella relazione c’è qualcosa che non va, in quanto così facendo togliamo al rapporto uno degli elementi che lo rendono unico ed esclusivo.

Il sesso costituisce infatti uno dei legami più importanti di qualunque rapporto e nella maggior parte dei casi resta ancora l’elemento che separa una storia d’amore da un’amicizia o da un romantico flirt.

A livello inconscio questa è una delle ragioni per cui, quando cerchiamo di porre fine ad un rapporto ma non sappiamo come fare, spesso ricorriamo a un’avventura affinché sia questa a trasmettere le nostre reali intenzioni, intenzioni che magari ci risultano ancora poco chiare o che temiamo di comunicare in maniera più diretta.

Avventure multiple o ripetute di solito indicano un’incompatibilità di base, ed una relazione inframezzata da continue tresche non può di certo essere considerata intima, ma solamente una sistemazione di comodo che sopravvive finché entrambi reggono il gioco.

Nel momento in cui uno dei due infatti desidera trasformarla in un momento realmente intimo, le probabilità che ciò avvenga sono minime poiché il territorio emotivo è già stato ripetutamente violato.

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E dunque è cosi: i rapporti d’amore si esauriscono anche se non vogliamo crederci.

Sia se abbiamo eluso tale verità vivendo un’altra relazione, sia se abbiamo sopportato anni e anni di litigi e noia, se pensiamo che la nostra relazione si stia esaurendo, probabilmente è così.

Poiché la fine di una relazione è sempre estremamente dolorosa, siamo tentati a respingere l’idea, anche molto remota, che possa verificarsi, almeno fino a quando non vi saremo costretti.

Questo non significa che dobbiamo necessariamente smettere di credere nel nostro rapporto e di lottare per tenere vivo quel sentimento che forse ancora proviamo.

Qualora ti trovassi a vivere una o più delle situazioni di cui abbiamo parlato in questo articolo, ma è tua ferma intenzione fare in modo che le cose vadano diversamente, alle volte mettere in pratica dei semplici esercizi (come quelli che inviamo agli iscritti della nostra newsletter) può fare veramente la differenza tra quello che può essere il destino della tua relazione e la fine di tante altre.

Se non sai da dove iniziare, puoi parlarne gratuitamente con i nostri psicologi online.